domenica 30 dicembre 2012

BRUNO FERRERO Tante storie per parlare di Dio



BRUNO FERRERO

Una volta gli animali fecero una riunione.
La volpe chiese allo scoiattolo:"Che cos'è per te Natale?"
Lo scoiattolo rispose: "Per me è un bell'albero con tante luci e tanti dolci da sgranocchiare appesi ai rami".
La volpe continuò: "Per me naturalmente è un fragrante arrosto d'oca. Se non c'è un bell'arrosto d'oca non c'è Natale".
L'orso l'interruppe: "Panettone! Per me Natale è un enorme profumato panettone!".
La gazza intervenne: "Io direi gioielli sfavillanti e gingilli luccicanti. Il Natale è una cosa brillante!".
Anche il bue volle dire la sua: "E' lo spumante che fa il Natale! Me ne scolerei anche un paio di bottiglie".
L'asino prese la parola con foga: "Bue sei impazzito? E' il Bambino Gesù la cosa più importante del Natale. Te lo sei dimenticato?".
Vergognandosi, il bue abbassò la grossa testa e disse: "Ma questo gli uomini lo sanno?".

Solo l'asino conosce la risposta giusta alla domanda fondamentale: «Ma che cosa si festeggia a Natale?».
Anche noi oggi vogliamo chiederci: "Qual è l'elemento essenziale del Natale?" Proviamo a dire il nostro parere.


da Tante storie per parlare di Dio, Elledici 2005

martedì 25 dicembre 2012

Preghiera di Natale di Padre Antonio Rungi

Preghiera di Natale
Preghiera di Natale e dell'Avvento

Verbo Incarnato, che nuovamente
condividi con noi il tuo Natale
insegnaci a condividere con gli altri
i nostri progetti di pace e solidarietà.
Tu che nella Grotta di Betlemme
hai proposto agli uomini di ogni tempo
un itinerario di amore e riconciliazione
illumina l'umanità di oggi a ritrovare
la strada che porta ad incontrare l'altro
nel dialogo, nell'amore e nel rispetto profondo.
Piccolo grande Dio, che nell'umiltà più sentita
hai indicato in Te la via maestra che porta alla verità
aiutaci ad eliminare da questa terra l'orgoglio,
la falsità e la menzogna, cause dirette
del male del mondo moderno.
Tu che leggi nel profondo di ogni cuore
trasforma i nostri personali risentimenti
in atteggiamenti e comportamenti fraterni,
gli unici che danno gioia vera e
trasformano il Natale in festa vera.
Messia atteso da secoli
e giunto nella pienezza dei tempi
guida l'umanità del terzo millennio
verso mete di giustizia più certe
per ogni uomo di questa Terra.
Tu che tutto sai e puoi
conosci le attese di ciascuno di noi
anche per questo annuale anniversario della tua venuta tra noi
fa nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra
un solo raggio della tua infinita carità
e della tua bontà illimitata.
Non permettere, Gesù, Figlio dell'Uomo,
che nessun bambino, giovane, adulto ed anziano
del Pianeta Terra continui a soffrire a causa
della cattiveria che si annida nel cuore di tanta gente.
Fa di tanti cuori segnati dall'odio e dalla morte
cuori capaci di amare e di perdonare
come tu hai perdonato alla Maddalena,
ai tuoi crocifissori ed al buon ladrone
morto in croce accanto a Te sul Golgota.
Dalla capanna di Betlemme
anche quest'anno si irradi in tutto il mondo
la luce del tuo Natale, che è sempre
motivo di speranza e di pace per l'intera umanità.
(Preghiera di Natale - Padre Antonio Rungi)

 

domenica 2 dicembre 2012

Madre Teresa di Calcutta




Non cercate Gesù in terre lontane: lui non è là.
E' vicino a voi. E' con voi.
Basta che teniate il lume acceso e lo vedrete sempre.
Continuate a riempire il lume con piccole gocce d'amore.


Madre Teresa di Calcutta

venerdì 16 novembre 2012

INNO A SAN GIUSEPPE MOSCATI


Diamo gloria all'altissimo Dio,
che diffonde la grazia e l'amore,
nei suoi figli, splendenti di luce,
gran profeti del Regno di Dio.

Il suo servo Giuseppe Moscati,
che dal Cielo guarisce i malati,
mostra a tutti le sue meraviglie
di potenza e di somma bontà.

Giusto, pio e puro di cuore
visse in mezzo all'umanità,
sempre pronto a curare i malati
per amore di Cristo Gesù.

Grazie, o Padre, di questo fratello
che ci hai dato a modello di vita.
Facci puri e santi di cuore
come era il dottore Moscati.

E tu, servo beato e fedele,
prega il Padre per noi peccatori.
Egli ascolta l'ardente preghiera
che in cielo tu elevi per noi.

Benedeci ora, Padre, noi tutti
per amor del tuo servo Moscati.
Ci conceda il tuo amore di Padre
quelle grazie che ora invochiamo.

Sia gloria all'eterno Signore,
che dimora coi santi nei cieli,
sia gloria all'eterno suo Figlio
e allo Spirito Santo per sempre.

Amen

domenica 4 novembre 2012

A te, o beato Giuseppe - preghiera



A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.
Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.
preghiera voluta da  Leone XIII  il 15 agosto 1889.

domenica 28 ottobre 2012

San Leopoldo Mandic

Padova
San Leopoldo Mandic ( Padova):
"Abbia tutta la fiducia nella carità di nostro Signore. Egli sugli altari ogni giorno si offre a Dio Padre per noi.Preghi perciò il cuore di Gesù, la sua carità infinita. Le ripeto: abbia fede."
7 dicembre 1941

domenica 21 ottobre 2012

Ave, o stella del mare di L.M. de Montfort

 

Padova, Basilica di Sant'Antonio

Ave, o stella del mare

Ave, o stella del mare, / madre gloriosa di Dio,
vergine sempre, Maria, / porta felice del cielo.

l’Ave del messo celeste / reca l’annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva, / dona al mondo la pace.

Spezza i legami agli oppressi, / rendi la luce ai ciechi,
scaccia da noi ogni male, / chiedi per noi ogni bene.

Mostrati Madre per tutti, / offri la nostra preghiera,
Cristo l’accolga benigno, / lui che si è fatto tuo Figlio.

Vergine santa tra tutte, / dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli, / umili e puri di cuore.

Donaci giorni di pace, / veglia sul nostro cammino,
fa’ che vediamo il tuo Figlio, / pieni di gioia nel cielo.

Lode all’altissimo Padre, / gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo / l’inno di lode e d’amore. Amen

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera a Giuseppe di Tonino Bello



La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe

Dimmi, Giuseppe, quand'è che hai conosciuto Maria?
Forse, un mattino di primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio, con l'anfora sul capo e con la mano sul fianco snello come lo stelo di un fiordaliso?
O forse, un giorno di sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth conversava in disparte sotto l'arco della Sinagoga?
O forse, un meriggio d'estate, in un campo di grano, mentre, abbassando gli occhi splendidi per non rivelare il pudore della povertà, si adattava all'umiliante mestiere di spigolatrice?
Quando ti ha ricambiato il sorriso e ti ha sfiorato il capo con la prima carezza, che forse era la sua prima benedizione e tu non lo sapevi… e poi, tu, nella notte, hai intriso il cuscino con lacrime di felicità?
Ti scriveva lettere d'amore?
Forse sì!
E il sorriso, con cui accompagni il cenno degli occhi verso l'armadio delle tinte e delle vernici, mi fa capire che in uno di quei barattoli vuoti, che ormai non si aprono più, ne conservi ancora qualcuna!
Poi, una notte, hai preso il coraggio a due mani, sei andato sotto la sua finestra, profumata di basilico e di menta, e le hai cantato, sommessamente, le strofe del Cantico dei Cantici:
"Alzati, amica mia, mia bella e vieni!
Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia e se n'è andata.
I fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.
Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza.
Alzati, amica mia, mia bella e vieni!
O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave e il tuo viso è leggiadro".
E la tua amica, la tua bella, la tua colomba si è alzata davvero.
È venuta sulla strada, facendoti trasalire.
Ti ha preso la mano nella sua e, mentre il cuore ti scoppiava nel petto, ti ha confidato lì, sotto le stelle, un grande segreto.
Solo tu, il sognatore, potevi capirla.
Ti ha parlato di:
Jahvé, di un Angelo del Signore, di un Mistero nascosto nei secoli e ora nascosto nel suo grembo, di un progetto più grande dell'universo e più alto del firmamento, che vi sovrastava.
Poi, ti ha chiesto di uscire dalla sua vita, di dirle addio, e di dimenticarla per sempre.
Fu, allora, che la stringesti per la prima volta al cuore e Le dicesti tremando:
"Per te, rinuncio volentieri ai miei piani.
Voglio condividere i tuoi, Maria, purché mi faccia stare con te".
Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza: era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente (...).
E io penso che hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore.
Lei ha puntato tutto sull'onnipotenza del Creatore.
Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una creatura.
Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza.
La carità ha fatto il resto, in te e in lei.

martedì 9 ottobre 2012

Preghiere


PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE  di San Pio di Pietrelcina
O santo angelo custode, abbi cura dell’anima mia e del mio corpo.
Illumina la mia mente perché conosca  meglio il Signore
e lo ami con tutto il cuore.
Assistimi nelle mie preghiere perché non ceda alle distrazioni
ma vi ponga la più grande attenzione.
Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene
e lo compia con generosità.
Difendimi dalle insidie del nemico infernale e sostienimi nelle tentazioni
perché riesca sempre vincitore.
Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore:
non cessare di attendere alla mia custodia
finché non mi abbia portato in Paradiso,
ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l’eternità.

PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE (San Francesco di Sales)
S. Angelo, Tu mi proteggi fin dalla nascita.
A te affido il mio cuore: dallo al mio Salvatore Gesù, poiché appartiene a Lui solo.
Tu sei anche il mio consolatore nella morte! Fortifica la mia fede e la mia speranza, accendi il mio cuore d'amore divino! Fa che la mia vita passata non mi affligga, che la mia vita presente non mi turbi, che la mia vita futura non mi spaventi. Fortifica la mia anima nelle angosce della morte; insegnami ad essere paziente, con­servami nella pace! Ottienimi la grazia di gustare come ultimo cibo il Pane degli angeli! Fa che le mie ultime parole siano: Gesù, Maria e Giuseppe; che il mio ultimo respiro sia un respiro d'amo­re e che la tua presenza sia il mio ultimo conforto. Amen.

domenica 7 ottobre 2012

Supplica alla Madonna di Pompei



Supplica alla Madonna di Pompei
del beato Bartolo Longo

(da recitarsi la prima domenica di ottobre
e l'8 maggio a mezzogiorno)

I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.
Salve Regina.
II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.
Salve Regina.
III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci?Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.
Salve Regina.
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Salve Regina.

domenica 23 settembre 2012

Preghiera al Santo Padre Pio di cardinale Angelo Comastri



Padre Pio,
tu sei vissuto nel secolo dell'orgoglio:
e sei stato umile.

Padre Pio,
tu sei passato tra noi nell'epoca delle ricchezze
sognate, giocate e adorate:
e sei rimasto povero.

Padre Pio,
accanto a te nessuno sentiva la Voce:
e tu parlavi con Dio;
vicino a te  nessuno vedeva la Luce:
e tu vedevi Dio.

Padre Pio,
mentro noi correvamo affannati,
tu restavi in ginocchio
e vedevi l'Amore di Dio inchiodato ad un Legno,
ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore:
per sempre!

Padre Pio,
aiutaci a piangere davanti alla Croce,
aiutaci a credere davanti all'Amore,
aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio,
aiutacia a cercare il perdono come abbraccio di pace,
aiutaci ad essere cristiani con le ferite
che versano sangue di carita fedele e silenziosa:
come le ferite di Dio! Amen

card. Angelo Comastri

domenica 16 settembre 2012

Preghiera alla Madonna di santa Gianna Beretta Molla


O Maria,
nelle tue materne mani mi rimetto
e mi abbandono interamente,
sicura di ottenere quello che Ti chiedo.
Di te mi fido,
perché sei la mia dolce Madre,
in Te confido,
perché sei la Madre di Gesù,
a Te mi affido.
In questa fiducia riposo sicura
di essere in tutto esaudita,
con questa fiducia nel cuore Ti saluto
'Mater mea, fiducia mea';
a Te interamente mi consacro,
pregandoTi di ricordarTi
che sono cosa e possessine tua:
guardami e difendimi, o dolce Madre,
e, in ogni istante di mia vita,
presentami Tu stessa al tuo Figlio Gesù.


preghiera alla Madonna di santa Gianna Beretta Molla

domenica 2 settembre 2012

Vergine dell'Annunciazione - preghiera di Carlo Maria Martini



Vergine dell'Annunciazione,
rendici , ti preghiamo beati nella speranza,
insegnaci la vigilanza del cuore,
donaci l'amore premuroso della sposa,
la perseveranza dell'attesa,
la fortezza della croce.
Dilata il nostro spirito
perché nella trepidazione
dell'incontro definitivo
troivamo il coraggio di rinunciare
ai nostri piccoli orizzonti
per anticipare, in noi e negli altri,
la tenera e intima familiarità di Dio.
Ottienici, Madre, la gioia di gridare
con tutta la nostra vita:
"Vieni, Signore Gesù, vieni, Signore
che sei risorto,
Vieni nel tuo giorno senza tramonto
per mostrarci finalmente e
per sempre il tuo volto".


preghiera di card. Carlo Maria Martini



preghiera di Carlo Maria Martini

domenica 26 agosto 2012

Lettura del 26-08-21012


Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 4, 7-14


Fratelli, noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

domenica 5 agosto 2012

PREGHIERA ALLA MADONNA DI MERA

preghiera per il Triduo di preparazione per la festa
della Madonna della Neve all'Alpe di Mera
(1-4 agosto Scopello - Vc)


O Vergine Santissima di Mera
tanto cara e venerata dai nostri padri,
continuate la vostra protezione su di noi,
vostri devoti e fedeli figli.

Vergine, voi che potete ciò che
volete, aiutateci sempre nei nostri
bisogni!

Benedite le nostre famiglie, i
nostri ammalati, i nostri figli e fratelli
lontani!

Benediteci tutti, e noi vi
promettiamo sincero e costante
affetto e devozione

                      Amen

sabato 7 luglio 2012

SEQUENZA DI SAN TOMMASO D'AQUINO






Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore,
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue:
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi lo mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l'esito!
Quando spezzi il sacramento,
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell'intero.
È diviso solo il segno,
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev'essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon Pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi;
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo,
nella gioia dei tuoi santi.
Amen.
Alleluia.

mercoledì 4 luglio 2012

PAUL CLAUDEL



E' mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.
Madre di Gesù Cristo, io non vengo a pregare.
Non ho nulla da offrire e niente da chiedere.
Vengo solamente, o Mamma, a guardarti.
Guardarti, piangere di felicità, sapere
che sono tuo figlio e che tu sei là.

Non dire nulla, guardare il tuo viso
e lasciar cantare il cuore col suo linguaggio.
Perché tu sei bella, perché tu sei immacolata,
la creatura come uscita da Dio
al mattino del suo splendore originale
perché tu sei la madre di Gesù Cristo,
che è la verità nelle tue braccia.


PAUL CLAUDEL

lunedì 25 giugno 2012

La pace si costruisce di Giovanni Paolo II



Aprite gli occhi a visioni di pace!
Parlate un linguaggio di pace!
Fate gesti di pace!
Perchè la pratica della pce
porta alla pace.
La pace si rivela e si offre
a coloro che realizzano,
giorno dopo giorno,
tutte quelle forme di pace
di cui sono capaci.

di Giovanni Paolo II

lunedì 18 giugno 2012

Vangelo - 16-06-2012 - Monsignor Riboldi



Racconta l'evangelista Marco ciò che Gesù disse alla folla:
"Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura". (Mc. 4, 26-34)
Ed è davvero così. I cristiani, che con serietà vivono di fede, di fatto da essa si fanno condurre e ... neanche si accorgono della loro bontà, della loro stessa fedeltà: la fede è in loro un seme che cresce, ma essi sono solo tesi ad essere fedeli nella ricerca di Dio: una ricerca che matura come il seme che diventa spiga.
Sono tanti i fratelli nella fede che la coltivano nella vita, forse conoscono anche la fatica di mettere alle spalle il mondo, ma soprattutto vivono dell'interiore gioia che Dio dona in pienezza a chi vive di fede in Lui: chi ama non pensa a ciò che rinuncia, ma all'amore di cui vive.
Ogni volta visito qualche monastero o incontro cristiani di fede profonda, mi stupisce la loro serenità, a volte nonostante difficoltà o sofferenze.
Hanno lo sguardo di chi vede oltre il tempo, oltre le apparenze. Cercano di dare alla vita, in ogni atto o gesto quotidiano, anche il più semplice, la stessa cura che Dio ha per il seme che ha posto in loro. Sono un vero spettacolo che sparge speranza nel mondo, come una sfida da accettare.
D'altra parte tutti sappiamo che la vita non è uno scherzo: la vita non concede a nessuno leggerezza e superficialità, perché comunque, per la sua stessa finitezza, mette a dura prova ciò che davvero siamo e crediamo.
Quello che ogni volta dico a me stesso: il sorriso di un cristiano di grande e sincera fede - e ne incontro tanti - testimonia la bellezza dell'uomo che, ogni giorno, si lascia plasmare da Dio.
Ma sappiamo dare a Dio la nostra totale ed incondizionata fiducia, abbandonandoci alla Sua azione, mettendo la nostra vita nelle Sue mani e nel Suo Cuore, affidandoci a Lui, credendo che Lui e solo Lui conosce il cammino che dobbiamo percorrere per essere davvero felici?
Dio non voglia, carissimi, che viviamo senza una ragione o senza uno sguardo al Cielo. Ricordiamocelo sempre: non siamo cose, siamo figli del Padre, tutti, e quindi chiamati alla sola Bellezza che è propria dei figli di Dio, quella che si riflette nelle persone buone.
Affermava Paolo VI, nostro grande amico ora dal Cielo:
"La vita cristiana è come un sole che splende sull'insieme dei nostri giorni. Figlioli miei, se questo sole finisce per spegnersi, che cosa si perderebbe?
Alcuni dicono niente e invece si perderebbe proprio il senso della vita: perché lavorare, perché amare gli altri, perché essere buoni, perché soffrire, perché vivere, perché morire se non c'è una speranza al di sopra di questa nostra povera vita sulla terra?
La gioia cristiana - giova ripeterlo - è dare il senso, il valore, la dignità al nostro passaggio sulla terra. Per questo il nostro grido è: Siate veri cristiani: cristiani nelle opere e non a parole".
Antonio Riboldi – Vescovo

mercoledì 13 giugno 2012

DON ORESTE BENZI


Mosaico Cappelle Medjogorie


L'offerta della salvezza è fatta a tutti gli uomini, nessuno escluso. La possibilità di salvarsi nella Chiesa è data a tutti. L'uomo che rifiuta la salvezza, si autoesclude dalla vita in Dio nell'eternità.
Molti si autoescludono, non perché Dio non dia questa vita, ma perché non c'è l'atto di umiltà. L'umiltà è mettere il Signore al posto che gli compete, il primo.

don Oreste Benzi -  commento a At 13, 44-52 dal Pane Quotidiano Le letture di ogni giorno con le meditazioni di don Oreste Benzi

domenica 10 giugno 2012

SAN FRANCESCO D'ASSISI

SAN FRANCESCO D'ASSISI - Preghiera

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace:
Dove c'è odio io porti l'amore.
Dove c'è offesa io porti il perdono.
Dove c'è discordia io porti l'unione.
Dove c'è errore io porti la verità.
Dove c'è dubbio io porti la fede.
Dove c'è disperazione io porti la speranza.
Dove ci sono le tenebre io porti la tua luce.
Dove c'è tristezza io porti la gioia.
O Divino Maestro, che io non cerchi tanto
di essere consolato quanto di consolare,
Di essere compreso quanto di comprendere,
Di essere amato quanto di amare.
Infatti: dando si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo si risuscita alla vita eterna.